SENTIERO CAI 185
LO SPAZIO DI FABIO - rubrica curata da Fabio Frigeri
ATTENZIONE!!!
In questa scheda è descritto soltanto il tracciato del sentiero indicato, risalente alla data sotto riportata. Non è presente alcun riferimento nè alcuna indicazione sul suo stato attuale e sulla sua attuale percorribilità, per conoscere i quali si rimanda alla voce "Sentieristica" del Menù Principale, in alto a destra. Rammentiamo, comunque, che, a tal proposito, la cosa migliore resta sempre quella di informarsi contattando le Sezioni CAI cui spetta la manutenzione dei singoli sentieri, poco prima di effettuare l'escursione.
11 settembre 2010

(f.f.) il sentiero 185 è un facile itinerario che unisce Castelpoggio con Campocecina. Esso è molto frequentato dagli escursionisti di Carrara che spesso preferiscono percorrerlo iniziando dalla Gabellaccia per concludere l’escursione in mattinata. Esso si raccorda con altri sentieri permettendo di effettuare varie interessanti escursioni. Parte del percorso costituiva l’antica via del sale che ripercorreva itinerari percorsi dall’uomo preistorico.

 
 

SENTIERO 185

Il sentiero è di competenza del Cai sezione di Carrara che ne cura la manutenzione e la numerazione.

Tragitto

Castelpoggio Castelpoggio (547m) [innesto sentiero 47 e sentiero non numerato per la Foce di Ortonovo] – innesto sentiero 46 – innesto sentiero non numerato per la Tecchia - Passo della Gabellaccia (895m) [innesto sentiero 184 e 46] – innesto sentiero 40 - I Grenzi – Acquasparta (1260m) [innesto sentiero 171] - Rifugio Carrara (1320m) [innesto 172, 182, 183].

Nel suo lungo percorso alcuni tratti sono comuni con i sentieri 46 e 40.

Informazioni sulla zona di partenza

Il percorso inizia da Castelpoggio, frazione collinare di Carrara, ben servita da servizio di autobus e raggiungibile facilmente in auto da Carrara con la strada statale 446dir Gragnana-Castelpoggio-Fosdinovo (una diramazione della quale porta a Campocecina). Dista dal centro città circa 6,5 km.

Il paese è raggiungibile anche da Fontia e dalla Foce di Ortonovo mediante un ampio sentiero segnato nel bosco (vedi escursione Foce di Ortonovo-Castelpoggio-Volpiglione-Ortonovo) in circa 1 ora di cammino.

Nella piazzetta Primo Ricci ci sono tutte le indicazioni dei sentieri: il 185 sale a destra (spalle a Carrara).

Descrizione del percorso

Difficoltà: E (semplice; in salita continua e lieve; dislivello poco meno di 800 m). Serve un minimo di allenamento per il dislivello e la lunghezza del percorso, non ci sono difficoltà.

Stato del sentiero: è ben segnato e soggetto a continua manutenzione e la traccia è ben evidente. Dove ci sono innesti di altri sentieri le indicazioni sono buone.

Tempi:

Castelpoggio – Gabellaccia: 01h 25’ Le grotte della Tecchia.

Gabellaccia – Rifugio: 01h 30’ (totale: 02h 55’)

Rifugio – Gabellaccia: 55’

Gabellaccia – Castelpoggio: 01h 10’ (totale 02h 05’)

Il percorso:

Il sentiero inizia dalla piazzetta piazza Primo Ricci, saliamo per le ultime case del paese per un tratto asfaltato che ben presto diventa stradello che prosegue nel castagneto e arriva, in 10 minuti, alla Maestà di Castelpoggio. Qua è presente una marginetta con immagine marmorea della Madonna col Bambino e troviamo ulteriori indicazioni dei sentieri, noi proseguiamo a sinistra lungo un muro a secco. Inizialmente il panorama è aperto sulla destra verso la zona di Gragnana, poi entriamo nel bosco: una tipica macchia ricca di lecci e cipressi e molto piacevole a percorrersi, più in alto predominano i carpini. Poco dopo, sulla sinistra, iniziamo a vedere le grotte della Gabellaccia e a 55’ si innesta, da destra, il sentiero 46 che proviene da Ponte Storto e che è diretto a Tenerano (fino alla Gabellaccia i 2 sentieri coincidono). A questo punto il sentiero inizia a salire più ripidamente e dopo un quarto d’ora troviamo le indicazioni per le Grotte (Tecchia della Gabellaccia), saliamo ancora per alcuni tornanti e finalmente dopo 1h 25’ arriviamo ai ruderi della Gabellaccia e alla strada per Campocecina. Il sentiero 46 scende a sinistra per Tenerano mentre il 185 sale a destra e con alcuni tornanti ci porta in cinque minuti a un caratteristico arco di roccia che attraversiamo. Saliamo nel bosco agevolmente fino ad incontrare sulla destra l’imbocco del sentiero 40, in prossimità di alcune grotte, è passato un quarto d’ora dalla partenza dalla Gabellaccia. Il sentiero 40 da Torano porta a Monzone e, per un breve tratto, coincide col 185. Continuiamo a salire e dopo 10’ troviamo un nuovo bivio: il 40 sale a sinistra, noi seguiamo il 185 a destra per una bella pineta. Poco prima del bivio ci sono le indicazioni per il Cippo monumentale della Resistenza, sulla destra. In poco tempo arriviamo all’imbocco di 2 grotte per speleologi. Il sentiero ormai è alto e vediamo sulla destra il Monte Uccelliera, l’infermeria delle cave e il mare. Incontriamo poi alcune case isolate, questo è l’alpeggio di Acquasparta, e a 1h 10’ dalla Gabellaccia troviamo a sinistra il sentiero 171 che proviene dal Cardeto, ancora 5’ e siamo al piazzale (di Acquasparta) in cui sono state poste le sculture dedicate alla Shoah, esso è meritevole di una sosta. Un ultimo sforzo e arriviamo al Rifugio Carrara del Cai a cui perveniamo in dieci minuti seguendo la strada asfaltata e deviando subito a sinistra, seguendo le numerose indicazioni: sono passate 2h 05’ dalla partenza da Castelpoggio. i resti della Dogana della Tecchia.

Aspetti di rilievo del sentiero


Castelpoggio Frazione montana di Carrara a 547 metri. È posto in posizione molto panoramica tra la piana lunense e le pendici delle Alpi Apuane ed è circondato da boschi, pascoli e terrazzamenti.. Esso dista 6,5 km dal centro di Carrara e si trova sulla strada Carrara – Fosdinovo. La parte alta del paese è quella più antica e costituiva un borgo murato di cui poco è rimasto e qua si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria risalente al XVI secolo, il paese si è poi espanso verso il basso e parte di esso si trova oggi sull’altro lato della carrozzabile. La sua posizione è sempre stata strategica tra il versante marittimo e quello interno e questo spiega le numerose vie di collegamento che qua arrivavano. Oggi ricordiamo il sentiero 185 per la Gabellaccia (che poi tramite il 46 porta a Tenerano) e per Campocecina, il sentiero 47 sempre per la Gabellaccia, passando dal Malpasso e i sentieri che arrivano da Casano anch’essi molto antichi. In particolare quello che tocca il sito scomparso di Volpigliano. Dalla Foce di Ortonovo arriva un sentiero che percorre per buona parte il confine tra Toscana e Liguria. Castelpoggio era zona di confine tra Carrara e Sarzana e poi tra lo stato Modenese e quello Sardo mediante il torrente Parmignola che nasce nella zona. Nella seconda guerra mondiale Castelpoggio fu teatro di rappresaglie nazi-fasciste che provocarono la morte di almeno 33 persone a iniziare dal 21 agosto 1944.

Grotte della Gabellaccia

La Tecchia della Gabellaccia è costituita da una serie di ripari di grandi dimensioni rivolti a sud, alcuni comunicanti tra loro, situati a 800-820 metri a pochi minuti dai ruderi della Gabellaccia. Lo studio stratigrafico ha portato alla conclusione che queste grotte furono frequentate dall’uomo nell’eneolitico e poi nell’età del bronzo, escludendo però che siano state occupate stabilmente, bensì esse furono usate come rifugio stagionale in occasione degli spostamenti estivi verso le zone montane. Il Cippo alla                  Resistenza.Si perviene ad esse in dieci minuti dalla Gabellaccia scendendo per il sentiero 185 fino al cartello indicatore per le Grotte, oppure per lo stesso sentiero da Castelpoggio o con il 46 (che per un tratto coincide col 185) da Ponte Storto. Esse presentano stalattiti, stalagmiti e colonne ormai inattive, il percorso che collega le grotte è, in parte attrezzato, ma è molto trascurato e non mancano i soliti rifiuti umani (possibili reperti del XXI secolo): cartacce e bottiglie di plastica. Nell’antichità da Ponte Storto passava la Via del Sale o dei Lombardi che seguiva il Canale della Tecchia, costeggiava le grotte e superava il valico della Tecchia (oggi Dogana della Gabellaccia) per poi scendere verso Tenerano per la Valle di Saliceto. Oggi è possibile percorrere facilmente il sentiero 46 che segue l’antica strada del Sale.

Passo della Gabellaccia

Conosciuta anche come Dogana della Tecchia. È un valico, a 895 metri, tra Carrara e la Lunigiana (valli dell’Aulella e del Lucido), oggi attraversato dalla strada per Campocecina. In passato qua passava il confine tra lo stato di Massa-Carrara (poi annesso al granducato di Modena) e il territorio di Fivizzano (appartenente al granducato di Toscana), quindi passando da queste parti era necessario pagare il dazio, la cosiddetta gabella, per questo il nome dispregiativo che è rimasto alla zona. Nel 1848 con il passaggio di Fivizzano agli estensi il confine smise di esistere, non so comunque quando cessò di funzionare questa Dogana. Oggi rimangono solo i ruderi dell’antica Dogana che si trovano nel territorio del comune di Carrara. Il termine tecchia è termine ligure e toscano che indica “sporgenza di roccia simile a tetto che consente riparo” oppure “nicchia, riparo, grotta”; quindi possiamo dire “rocce strapiombanti e incavate ai piedi, a mo’ di grotte”. Quindi il nome Dogana della Tecchia deriva dalla presenza, vicino al valico, della Tecchia (Grotte) della Gabellaccia. Ricordiamo che altre grotte abitate dall’uomo preistorico si trovano in diverse zone delle Apuane e tra queste la vicina Grotta della Tecchia o anche Tecchia di Tenerano nei pressi della Maestà della Villa (Tenerano) cui si arriva con una deviazione del sentiero 46. Alla Gabellaccia arrivano i sentieri: 46 Ponte Storto (Gragnana) – Tenerano la Villa; 47 Castelpoggio – Gabellaccia; 184 Gabellaccia - Cardeto – Casa Respettolo; 185 Castelpoggio - Acquasparta (Campocecina).

Cippo monumentale della Resistenza

Si trova, con un brevissima deviazione, lungo il sentiero 185 una cinquantina di metri prima del bivio Cardeto (tra il sentiero 40 e il 185), provenendo dalla Gabellaccia. Esso si trova sulla destra su un cucuzzolo sul quale sono cresciuti gli alberi che lo nascondono alla vista. È un cippo marmoreo, alto circa due metri, posto in loco nel 1951, come si evince dalle scritte su di esso. Su una faccia c’è un profilo di montagna e la scritta “non cedere / 9 settembre 1943”; su un’altra faccia “il sangue versato / sui monti ridona / libertà ed onore / al popolo italiano” e sulla terza “Divisione apuana / B.ta Garibaldi / G. Menconi / G.pi Patrioti apuani / Bta Lunense” / 9 settembre 1951”. Il cippo è stato per lungo tempo dimenticato e soltanto nel 2010 è stato in parte ripulito ed è stata posta una targhetta in legno sul sentiero che ne indica la presenza. Acquasparta: il Parco della Memoria.

I Grenzi

Sono i versanti nord-ovest del monte Ballerino attraversati dai sentieri 40 e 185. In dialetto carrarino grenz significa: sull’orlo, vicino, ai margini.

Acquasparta

È un antico alpeggio, nel comune di Carrara, a quota 1260 metri circa cui salivano, nella buona stagione, contadini e pastori, per lo più da Gragnana. È caratterizzato dalla presenza di casupole, alcune delle quali sono state riattate e da una piccola faggetta. Una croce lignea e un cippo marmoreo ricordano Rita Conti (1961-1979) che qua trovò tragica morte il 2 giugno 1979 a causa di un fulmine. Qua passa il sentiero 185 da Castelpoggio e arriva il 171 che proviene dal Cardeto. Poco sopra finisce la carrozzabile da Carrara per Campocecina con una rotonda asfaltata (Piazzale di Acquasparta) che circonda il Parco della Memoria, dedicato alla Shoah. Esso è costituito dalle statue del XIV simposio internazionale di scultura tenutosi a Carrara nel 2001. Quel anno il tema era: “La memoria del presente. Dalla Shoah alla cultura della pace”. Il parco è sempre suggestivo ed emozionante, ma, in particolare, quando la copertura nevosa si confonde con le statue: è meritevole di una visita non frettolosa. Presso il piazzale è presente il ristorante Belvedere da cui si gode un bel panorama sul mare. In zona ci sono poi alcune roulotte stanziali non belle a vedersi. In cinque minuti si arriva al Rifugio Carrara del CAI.

Rifugio Carrara

Il Rifugio Carrara. Si trova nel bosco tra Acquasparta e Campocecina a 1320 metri sulle propaggini del Monte Borla che separano il comune di Carrara da quello di Fivizzano. È di proprietà della sezione CAI di Carrara e fu iniziato nel 1956 e inaugurato il 29 settembre 1957. Negli anni ha subito diversi interventi di ristrutturazione e, con l’acquisizione di altri 800 mq nelle vicinanze, è stata costruita una chiesetta. La costruzione è situata in zona molto panoramica e dal piazzale antistante si gode una splendida vista sul mare, dalla Versilia al golfo della Spezia. Si perviene ad esso in 5’ dal piazzale del Belvedere o in 10’ dal piazzale di Acquasparta seguendo la strada e poi, a sinistra, lo stradello che porta anche a Campocecina, oppure dal piazzale dell’Uccelliera seguendo la strada asfaltata o il sentiero 182 dell’acqua Fredda. Si raggiunge anche per sentieri: il 183 dalla Foce dei Pozzi e il 173 da Foce di Pianza. Rispetto a quando fu costruito oggi esso è raggiungibile anche con la strada asfaltata, ma non ha perso la sua rilevanza: è importante nodo di sentieri, svolge un ruolo educativo per le scuole e i giovani in generale, è sede di iniziative culturali ed è importante punto di appoggio turistico per chi viene a Campocecina.

 

Deviazioni e possibilità di escursioni

Il sentiero permette di fare diverse escursioni connettendosi ad altri sentieri. Diamo qualche suggerimento:

  • Andata e ritorno: in circa 5 ore senza soste è possibile tornare al punto di partenza e con un minimo di soste in circa 6 ore. È doveroso fermarsi al Rifugio.
  • Anello con il 47: è possibile salire con il 47 e poi scendere nuovamente a Castelpoggio, dalla Gabellaccia, con il 185 in circa 3h 45’.
  • Anello con il 184 e 171, anello con il 40 e il 171, anello con il 184 e il 40: sono percorsi diversi con tempi che si equivalgono intorno alle sei ore.
ulteriori itinerari relativi al sentiero CAI 185:

 

Commento
Il sentiero è sufficientemente lungo da permettere un’escursione completa percorrendolo all’andata e al ritorno, come ho detto sopra. Altrimenti l’escursionista può percorrerlo in parte e decidere di usare anche altri sentieri per fare la sua escursione.I panorami sono interessanti sulla costa, ma non sulle Alpi Apuane verso le quali il sentiero si dirige.
È sicuramente un percorso ameno e piacevole in particolare superata la Gabellaccia e adatto a vincere il caldo estivo con il fresco dei boschi. È piacevole anche con la neve non presentando particolari difficoltà né tratti esposti.È consigliabile a chi vuole gradualmente avvicinarsi alla montagna apuana.